Il “viaggiatore” Takehiro Tomiyasu (e tutto quello che devi sapere su di lui)

Era il 9 luglio di quest’ultima scoppiettante sessione di calciomercato estivo: il Bologna, ancora ignaro della grave malattia che avrebbe colpito il suo maestoso condottiero, si era da tempo proiettato nell’esplorazione di un mondo calcistico esotico, complice il grande lavoro prodotto dal Direttore dell’area tecnica Walter Sabatini e dagli scout emiliani. I rossoblù, sul proprio sito ufficiale, ufficializzavano di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive di un giovane calciatore asiatico, l’appena ventenne Takehiro Tomiyasu, un abile forestiero proveniente dai campi del Giappone meridionale...

Takehiro ha esordito, calcisticamente parlando, nella squadra della sua città natale: l’imponente difensore giapponese, così distante ma così affezionato alla patria, si è fatto notare, in una fase originaria, proprio nei campi sperduti dell’Asia, località ancora incontaminata da una maggiormente progredita tattica calcistica, propria del continente europeo. I primi tiri al pallone in età infantile, poi le prime giocate degne di nota con le giovanili dell’Avispa Fukuoka: club che ha permesso a quel promettente ragazzo di giungere in prima squadra ancora giovanissimo e di poter disputare nella stagione sportiva 16/17 ben 35 presenze nella seconda divisione nipponica, tutte da titolare. Se a ciò si aggiungono solo 4 ammonizioni ed il primo goal segnato (decisivo per le sorti del match contro il Roasso Kumamoto) a livelli importanti, potremmo parlare della prima fase, seppur primitiva, della nascita calcistica di un difensore che appena maggiorenne era già titolare e leader difensivo nella squadra della propria città. La dimensione sportiva dell’ancora immaturo Takehiro non era però quella, era palese che meritasse di più ed il suo talento ha repentinamente chiamato a gran voce le sirene estere: la prima grande scelta di Tomiyasu, lasciare giovanissimo la propria nazione d’origine per entrare non nel calcio che conta, bensì nel calcio che conta di più (rispetto all’umile seconda divisione giapponese). Una scelta coraggiosa ma ampiamente condivisibile quella del giocatore che così, a gennaio 2018, ha avuto modo di esprimere la sua voglia di crescere in  Belgio, sottoponendosi, dunque, ad una maggior attenzione mediatica. Questo non poteva essere un problema per uno che ad appena 18 anni aveva difeso da titolare i colori della sua città, disputando una stagione degna di nota. Era stato il VV Sint-Truiden ad offrire spazio al giapponese in  Jupiler Pro League, un’occasione da non perdere e che l’attuale prospetto del calcio nostrano ha colto al volo. La prima stagione è stata obiettivamente difficoltosa per Tomiyasu, probabilmente le difficoltà ad adattarsi a nuovi ritmi di gioco lo hanno inizialmente frenato e costretto più e più volte a seguire dalla panchina, o addirittura dalla tribuna, la squadra che lo aveva appena acquistato per 800.000€ (riferimento al sito Transfermarkt.it), una cifra irrisoria per la visione calcistica di quello spicchio di Europa  che fa del calcio uno sport da venerare, un investimento coraggioso invece da parte dei dirigenti del club gialloblu. L’analisi del primo fallimento di un difensore tanto completo quanto giovane sarebbe però superficiale se ridotta a tanto, molteplici fattori hanno sicuramente condizionato il rendimento iniziale del nipponico che si è imposto, con prepotenza, solo nella stagione successiva. È stato l’anno 2018 che infatti ha coronato le sue splendide doti difensive: letture precise, puntuali, padrone di una classe innata. Soprattutto solo 4 ammonizioni ed 1 goal, stessi numeri caratteristici della prima grande stagione di Tomiyasu in Giappone, un segno del destino? Forse si, perché per la futura stella asiatica si è trattato di un campionato di successo, che ha permesso di effettuare un ultimo grande salto (un salto così lungo che è diventato un volo ad alta quota) verso il calcio italiano: probabilmente la terza grande fase della carriera di Takehiro, che si specchia sempre più in giocatore vero e di alto profilo. Era già precedentemente arrivato, il 12 ottobre 2018, un primo gradito esordio in nazionale maggiore in un’amichevole contro il Panama, per lui che con i suoi connazionali aveva già sconfitto l’Arabia Saudita in finale di Coppa d’Asia U19 , nel 2016. È questa una partita che vede il non ancora ventenne guidare la linea difensiva nipponica con personalità spiccata e senza grossi grattacapi, lo scontro finirà infatti 3-0 a favore della squadra di Tomiyasu, con reti di  Minamino (un esterno d’attacco del ’95 emigrato al di là del continente asiatico, come lo stesso neo-bolognese), Ito (un altro che conosce molto bene il calcio belga poiché ha militato in prestito nel KRC Genk) e l’autogoal di un difensore costaricano che ha definitivamente condannato i Ticos alla pesante sconfitta. Nella linea arretrata dei 4 Tomiyasu affiancava giocatori modesti, dai terzini all’altro centrale di difesa, calciatori che si sono imposti fino ad ora solo nel loro paese. Eccezione va fatta esclusivamente per Makino, un difensore d’esperienza originario di Hiroshima e con un passato poco glorioso tra le file del Colonia, con appene 8 presenze in Bundesliga.

LA CALOROSA REALTÀ BOLOGNESE:

Ora è l’Emilia la tappa professionale del viaggiatore Takehiro Tomiyasu, che ad appena venti anni è pronto a stupire ancora in un nuovo Paese ed ha la valigia carica di sogni. Sul prato verde non ha mai paura, perché se così giovane hai giocato a calcio in due continenti ed in tre nazioni diverse, evidentemente hai qualcosa di speciale, più speciale della semplice voglia di lasciare le sicurezze della madrepatria per scoprire il mondo da un altro punto di vista. Coraggio puro è quello del giapponese, voglia di mettersi in gioco fin da subito. Sembra banale la sua scelta, ma non è da tutti; si consideri infatti che qui in Europa non si è clementi ed inclini ad aspettare il fiorire del talento di gente proveniente da Paesi lontani, nei quali la tradizione calcistica è meno sviluppata, come nel caso dello stesso Giappone.
Nonostante questo non ci si arrende nel affermare che…
Voglia di emergere = TAKEHIRO TOMIYASU.

RIFERIMENTO A PARAMETRI DI CARATTERE PURAMENTE COORDINATIVO E COGNITIVO:

Tomiyasu mostra spesso un’ottima destrezza (relativa alla capacità di primo controllo e gestione palla nello stretto), qualità rara se non unica per un giocatore che nasce come centrale difensivo. Il nativo di Fukuoka sembra inoltre essere caratterizzato da una capacità di rapida reazione alle azioni che si sviluppano sul prato verde e a tutte le sollecitazioni che si possono presentare all’interno del campo di gioco, oltre che da un equilibrio dinamico (e in volo) migliorabile nel corso del tempo ma già di discreto spessore.

RIFERIMENTO A PARAMETRI CONDIZIONALI E FISICI:

Complice probabilmente il suo fisico dominante, Tomiyasu non ha un’alta frequenza di appoggi ed in fase di accelerazione, uno dei suoi maggiori punti di forza, riesce a presentare un buon passo e dunque una falcata abbastanza lunga: ciò permette al difensore del Bologna di affermarsi come un giocatore potenzialmente molto bravo anche a difendere nel lungo. Si tratta l’analisi di un calciatore di statura alta (188 cm) e di struttura muscolarmente migliorabile e quindi, allo stato attuale, non eccessivamente robusta.

ULTIME CONSIDERAZIONI TECNICO-TATTICHE:

In linea generale possiamo affermare che il nuovo rinforzo giunto in Emilia sia essenzialmente un giocatore duttile: in J2 League (secondo livello calcistico Giapponese) ha giocato come difensore centrale ma, sporadicamente, anche davanti alla difesa, come centrocampista di protezione in grado di integrare nel proprio gioco una discreta qualità. In Belgio ha fatto fortuna, così come in nazionale, ancora nel ruolo di centrale difensivo: nella sua breve carriera ha avuto modo di adattarsi alla linea difensiva a 4 del VV Sint-Truiden e della nazionale maggiore, oltre che la possibilità di cimentarsi nella difesa a 3 del Giappone U21, nella quale non ha sfigurato interpretando il ruolo di “difensore laterale destro”. Ancora in Belgio, ma anche nel precampionato condotto dalla guida di Siniša Mihajlović, il difensore asiatico ha ben interpretato il ruolo di terzino destro, in gergo “difensore esterno destro”, mostrando una buono capacità di spinta che, tuttavia, non rende dipendente il proprio posizionamento in campo dallo stazionare costantemente sulla linea laterale; Tomiyasu, infatti, ama spesso stringere verso il centro del campo, trovandosi sempre in zona luce del portatore palla, al fine di poter dare una mano alla gestione del possesso. Ha una conduzione del pallone sciolta, associabile ad un controllo palla migliorabile (ma ben allenato) ed eseguito spesso anche sotto pressione del diretto avversario. È utile sottolineare ancora come lui, un giocatore ancora tutto da scoprire, risulti preferire sempre il passaggio verticale o diagonale rispetto al semplice retropassaggio… qualità che ne fanno un giocatore interessantissimo, poiché associate ad un colpo di testa che lo rende pericoloso nello sviluppo di ogni palla inattiva e ad un sublime tempismo nel giocare in anticipo basso.

Il calcio è imprevedibile e non si è a conoscenza di quel che sarà il percorso calcistico di Tomiyasu, una cosa è certa: segnate il suo nome, probabilmente ne sentiremo parlare.